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Riccardo Bellandi

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Riccardo Bellandi
I Signori dell’Appennino. Amori e battaglie nella Toscana del Duecento

Polistampa, 2010 (prima ristampa 2015)

Pagine: 624

Prezzo: 18 €

Caratterisitche: br., 18,2x20

ISBN: 978-88-564-0101-1

Presentazione

     Il romanzo è ambientato tra la città di Firenze e la valle del Mugello nella metà del XIII secolo. Il protagonista è Tano, un giovane appartenente alla nobile famiglia degli Ubaldini, che all'epoca dominava i territori montuosi a nord di Firenze. Dopo un breve prologo, la trama si svolge nell'arco temporale di un anno, dall'ottobre 1250 all'ottobre 1251, e narra le vicende del giovane protagonista che si intrecciano con i principali accadimenti storici dell'epoca: l'affermazione del primo Regime di Popolo a Firenze (ottobre '50), la morte dell'Imperatore Federico II (dicembre '50), le prime fasi della guerra tra Firenze e la Lega ghibellina che vide il Comune fiorentino invadere il Mugello e attaccare la principale fortezza degli Ubaldini, il castello di Montaccianico (fine agosto '51).

     L'intreccio ruota attorno al personaggio di Tano degli Ubaldini, un giovane guerriero medievale che combatte per coronare le proprie aspettative professionali e sentimentali, spesso in contrasto tra loro. Tano è, secondo i canoni di oggi, un soggetto in chiaro/scuro. Ha un carattere violento e collerico, è maschilista e classista, ma dotato di un proprio senso della giustizia e dell'onore. Rappresenta un eroe medioevale, con le aspettative, i valori e le categorie culturali di un giovane cavaliere dell'epoca . Ha rapporti controversi con Dio, con la famiglia, coi compagni d'arme e con la giovane donna che ama; relazioni che nel corso della storia evolvono accompagnando la maturazione dello stesso protagonista. Il romanzo ha un taglio decisamente “di formazione”.
      Sullo sfondo delle avventure del protagonista emerge così un quadro completo della realtà socio-politica della metà del XIII secolo: la lotta tra Papato e Impero e quella tra Guelfi e Ghibellini, i rapporti tra la città e la campagna con l'espansionismo dei comuni cittadini ai danni dei signori feudali, le relazioni tra i diversi ceti sociali (signori feudali, villani, mercanti e chierici), l'affermazione del ceto mercantile e la perdita di egemonia dei milites, l'evoluzione degli ordini mendicanti e le controversie religiose collegate.

      Particolare risalto è dato, infine, alla descrizione delle scene di guerra, con attenzione alle tecniche belliche e agli armamenti dell'epoca.

      Nei recenti romanzi storici di ambientazione medievale di maggior successo i protagonisti appartengono alla classe dei villani (Falcones, La cattedrale del mare) o al ceto borghese (Follett, Mondo senza fine, I pilastri della terra), rappresentanti delle classi emergenti e dinamiche che combattono per la libertà e contro l'oppressione e le ingiustizie clericofeudali. La prospettiva di questo romanzo  è opposta. Il punto di vista è quello di un rude e violento soldato medioevale, saldamente appartenente alla classe feudale, con tutti i suoi pregi e difetti, che lotta contro le novità emergenti nel suo tempo, in nome dei valori del passato (l'Impero, i privilegi feudali, l'onore cavalleresco).

 

Trama

     Attraverso la storia del giovane Tano degli Ubaldini, il romanzo narra una fase particolarmente cruenta della secolare lotta tra il comune di Firenze, intenzionato a estendere la propria egemonia politica ed economica oltre i confini cittadini, e i feudatari del contado, ghibellini fedeli all’imperatore Federico II, tra cui spiccano gli Ubaldini, arroccati nei loro possedimenti del Mugello e in particolare nel castello di Montaccianico.

     Tano, cadetto di un ramo minore della consorteria degli Ubaldini, da anni si è prefisso di divenire cavaliere e viaggiare per il mondo in cerca di gloria; e al fine di procurarsi i denari necessari all’investitura, non esita a depredare i mercanti fiorentini che affrontano i passi appenninici.

     Nell’autunno 1250, l’arrivo in Mugello del Cardinale Ottaviano degli Ubaldini, il potente zio di Tano da poco nominato Legato pontificio per la Romagna e la Lombardia, dà al giovane la possibilità di mettersi in luce: nel corso di un agguato teso al porporato, il coraggio e l’abilità di Tano gli salvano la vita. Grazie anche all’intervento dello zio Cardinale, Tano riesce a diventare cavaliere e ottenere la mano di Matilda, una ragazza di origini mercantili della quale si è innamorato entrando in urto con una casata rivale, i Cattani da Barberino. Nell’estate 1251 lo scoppio della guerra tra la guelfa Firenze e la Lega ghibellina, di cui entrano a far parte gli Ubaldini, travolgerà la vita di Tano e di tutti i suoi familiari.

     Le milizie fiorentine, sfruttando il tradimento di alcuni piccoli feudatari come i Cattani da Barberino, attaccano di sorpresa i castelli ubaldini in Mugello. Ma quella dei fiorentini non è una campagna militare come le altre: oltre conquistare il territorio degli Ubaldini e radere al suolo la loro capitale Montaccianico, intedono, sotto la guida di un fanatico inquisitore domenicato inviato dal Papa, eliminare anche una comunità di eretici patarini da anni rifugiata in Mugello  e mettere le mani su documenti essenziali per il destino dell’Ordine francescano, travagliato tra la fazione rigorista e quella riformatrice.

     Tano si trova, quasi per caso, in mezzo a questi eventi più grandi di lui: dimostrerà coraggio e sarà tra coloro che guideranno la resistenza contro le milizie fiorentine, ma non riuscirà a evitare il bando voluto dai fiorentini e la perdita di Matilde, che sposerà Azzone degli Ubaldini, suo cugino e futuro capo della consorteria. Non gli resterà che partire per Bologna, dove risiede lo zio Cardinale, e iniziare con i suoi masnadieri una vita da soldato di ventura.